Taranto chiama a Roma: la Repubblica vista dalle zone di sacrificio

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Il 1° giugno Taranto chiama è stato presentato a Roma, alla Città dell’Altra Economia, dentro #PrimaVeraCostituzione, l’iniziativa promossa da Extinction Rebellion in occasione dell’80° anniversario della Repubblica Italiana.

Non è stata solo una proiezione, ma un confronto su parole che non dovrebbero mai essere separate: Costituzione, ambiente, salute, lavoro, democrazia, partecipazione.

Guardare la Repubblica dalle zone di sacrificio significa chiedersi che cosa accade quando interi territori convivono per anni con inquinamento, ritardi nelle bonifiche, assenza di trasparenza e diritti compressi.

Taranto, Brescia, Falconara, Casale Monferrato, Valle del Sacco, Terra dei Fuochi, Salerno, Torviscosa, Val di Susa: territori diversi, una stessa domanda. Chi paga davvero il prezzo dello sviluppo quando salute, ambiente e democrazia vengono messi in secondo piano? Abbiamo cercato di raccontarlo anche con il progetto [No] Zone di Sacrificio, nato proprio dall’inchiesta che ha dato vita a questo documentario.

La discussione con le ragazze e i ragazzi di Extinction Rebellion è stata intensa e partecipata. Proprio mentre iniziava la proiezione, arrivava la notizia dell’azione a Palazzo Venezia, dove alcune attiviste e attivisti avevano esposto lo striscione “Dio Denaro, Patria in Guerra, Famiglia Alluvionata”.

Quindici persone sono state portate in caserma, compresi alcuni fotografi presenti sul posto. Un giornalista ha denunciato di essere stato strattonato mentre documentava l’azione. Lo abbiamo messo in contatto con Ossigeno per l’Informazione.

Perché il diritto di manifestare dissenso e il diritto di raccontarlo sono parte della stessa tenuta democratica.

Portare Taranto chiama dentro #PrimaVeraCostituzione ha significato anche questo: rimettere al centro il legame tra giustizia ambientale, salute, lavoro, informazione e partecipazione civica.

Perché le zone di sacrificio non sono casi locali, ma una questione nazionale ed europea.

 

 

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