Brescia ascolta Taranto: una serata di cinema e memoria civile

Rassegna stampa

È passata quasi una settimana dalla proiezione di Taranto Chiama allo Spazio Aref, in Piazza della Loggia a Brescia, ma alcune serate continuano a lavorare dentro le storie che raccontano.

Tornare a Brescia non è una tappa qualsiasi.
Qui ho realizzato anni fa il documentario Io non faccio finta di niente, dedicato alla mobilitazione dei cittadini dopo l’inquinamento della Caffaro, uno dei casi più gravi di contaminazione da PCB in Europa.

Con Taranto Chiama quelle storie tornano a dialogare.

Il film mette in relazione territori segnati dalla grande industria e dalle sue conseguenze ambientali e sanitarie, dalla Ferriera di Servola a Trieste al quartiere Tamburi di Taranto. Un racconto che interroga il rapporto tra lavoro, salute e responsabilità pubblica nei territori colpiti da grandi crisi ambientali.

A Brescia questo confronto non è teorico.
È una realtà che da oltre vent’anni riguarda un Sito di Interesse Nazionale (SIN), come il quartiere di Chiesanuova conosce bene.

La proiezione è stata promossa insieme ai coordinamenti civici Basta Veleni e Presidio 9 Agosto, impegnati da anni nel monitoraggio ambientale e nelle richieste di bonifica del territorio.

Al termine della proiezione si è svolto un dialogo pubblico con il giornalista e scrittore Emanuele Galesi, in un confronto con il pubblico sui temi della giustizia ambientale e del diritto all’informazione.

Ogni proiezione aggiunge un tassello a questo viaggio tra territori che spesso restano isolati nelle proprie battaglie, ma che condividono la stessa richiesta di verità, salute e diritto a un ambiente salubre.

Il percorso di Taranto Chiama continua. 
Prossima tappa: Università di Torino, 27 marzo 2026.

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