Dal 5 ottobre il documentario è disponibile online, in italiano e con sottotitoli in inglese. Il viaggio iniziato quasi dieci anni fa continua, per raccontare il prezzo pagato da Taranto all’ILVA ma anche la forza di una città che non ha smesso di immaginare un futuro diverso.
Da oggi, 5 ottobre, Taranto chiama è disponibile in streaming su OpenDDB.
È una nuova tappa di un viaggio cominciato quasi dieci anni fa, quando abbiamo iniziato a raccogliere a Taranto e a Trieste immagini, documenti e soprattutto le storie delle persone che hanno scelto di affidarsi a questo film.
Le riprese si sono concluse nel maggio 2025. Da allora Taranto chiama ha attraversato festival, cinema, scuole, università e incontri pubblici, è stato presentato al Parlamento europeo e ha ricevuto a Londra una Honorable Mention.
Ora, grazie a OpenDDB, il documentario può raggiungere molte più persone, anche fuori dall’Italia grazie ai sottotitoli in inglese.
E arriva online in un momento particolare.
Dopo i Giochi del Mediterraneo, Taranto è tornata al centro della cronaca per le decisioni sull’area a caldo dell’ex ILVA e per un passaggio che riguarda molto più del futuro di uno stabilimento.
Riguarda il futuro di un’intera città.
Taranto chiama racconta il prezzo pagato dalla città all’ILVA, le vite segnate dall’inquinamento e dalla grande industria, le ferite e le ingiustizie accumulate in decenni. Ma non si ferma lì.
Racconta anche la speranza.
La speranza concreta di chi ha scelto di restare e cambiare le cose, di chi continua a chiedere giustizia senza rinunciare alla bellezza della propria città, di chi prova a costruire alternative e a immaginare un futuro in cui Taranto non debba più scegliere tra salute e lavoro.
È per questo che nel film, accanto alle denunce e ai dati, ci sono il mare, la città vecchia, l’arte, le iniziative civiche, le imprese e le persone che continuano a prendersi cura di Taranto.
Il film parte da Trieste, dove la chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola ha aperto una trasformazione profonda, e arriva a Taranto. Due città, due storie industriali diverse e una stessa domanda: che cosa viene dopo?
A rispondere, nel documentario, sono le persone: operai, madri, medici, cittadini, attivisti, artisti e imprenditori. Alcune delle voci che ascolterete appartengono a persone che oggi non ci sono più. Le loro storie restano dentro il film e sono parte della responsabilità con cui continuiamo a portarlo nel mondo.
Ma insieme alla memoria c’è una promessa: non accettare che il destino di Taranto sia già scritto.
Il viaggio non finisce con lo streaming
Il 12 novembre Taranto chiama sarà al Cinema Galliera di Bologna, per il ciclo “Sala Open”, con Rosy Battaglia e un incontro con il pubblico. Il film sarà replicato il 17 novembre.
Sarà inoltre sempre possibile organizzare nuove proiezioni, soprattutto nelle scuole e nelle università, grazie al sostegno di Civitates e dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
Nelle prossime settimane OpenDDB e Cittadini Reattivi accompagneranno insieme la diffusione del documentario. Taranto chiama è una produzione indipendente, nata grazie al contributo di oltre 300 donatrici e donatori, alle persone protagoniste del film e a una rete di associazioni, media partner e comunità che hanno creduto in questo progetto.
Per questo anche oggi il contributo di ciascuno conta: guardare il film, condividerlo, parlarne, organizzare una proiezione significa aiutarci a far arrivare questa storia ancora più lontano.
Taranto continua a chiamare. Per ricordare ciò che è stato, chiedere giustizia e continuare a credere che un futuro diverso sia possibile.
GUARDA TARANTO CHIAMA SU OPENDDB
https://openddb.it/film/taranto-chiama/


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